๐ŸŽ‰ -20% su tutti i corsi! Usa il codice
CorsiGratis

Come Fatturare Online in Italia nel 2026: Guida Fiscale Pratica

Aggiornato il 01/08/2026
di Redazione CorsiGratis ยท ยท 6 min di lettura
In sintesi

"Voglio fatturare online ma non so da dove cominciare". Frase che sento ogni mese da qualcuno che ha guadagnato i primi 2-3.000 euro freelance e si rende conto che senza partita IVA rischia grosso.

\n

"Voglio fatturare online ma non so da dove cominciare". Frase che sento ogni mese da qualcuno che ha guadagnato i primi 2-3.000 euro freelance e si rende conto che senza partita IVA rischia grosso.

\n\n

La burocrazia italiana e' meno brutale di quanto sembri, se sai cosa fare. Ti guido step per step a quello che serve nel 2026.

\n\n

Quando devi APRIRE partita IVA

\n\n

Tre regole semplici. Devi aprire P.IVA quando:

\n\n
    \n
  1. L'attivita' e' abituale (non occasionale). Linea generale dell'Agenzia Entrate: oltre 5.000 euro/anno gia' diventi sospetto, oltre 10.000 sicuramente.
  2. \n
  3. L'attivita' e' continuativa: hai clienti ripetuti, lavori da mesi, hai un'organizzazione.
  4. \n
  5. Vuoi fatturare a aziende che richiedono fatture elettroniche regolari (succede praticamente sempre nel B2B).
  6. \n
\n\n

Sotto i 5.000 euro/anno totali, fai fatture occasionali con ricevuta di prestazione occasionale (su modello AE). Ma e' una zona grigia: la sicurezza e' aprire P.IVA appena prendi sul serio l'attivita'.

\n\n

Regime forfettario: la scelta default per chi inizia

\n\n

Il regime forfettario e' il regime piu' semplice per i primi anni. Ti riassumo:

\n\n
    \n
  • Soglia ricavi: 85.000 euro/anno (dal 2023). Sopra esci dal forfettario.
  • \n
  • Tassazione: aliquota 5% (primi 5 anni, se sei "nuovo") oppure 15% (anni successivi o se non sei nuovo).
  • \n
  • Coefficiente di redditivita': in base al tuo codice ATECO, tassi solo una % dei ricavi. Esempio: codice 73.11 (servizi marketing), coefficiente 78%, quindi se fatturi 30.000 euro, tasse calcolate su 23.400 euro.
  • \n
  • Niente IVA: non addebiti IVA in fattura, ma neanche puoi detrarla.
  • \n
  • Niente studi di settore o ISA.
  • \n
  • Contributi INPS: dipendono dal tuo codice ATECO (vedi sotto).
  • \n
\n\n

Cosa NON puoi fare in forfettario

\n\n
    \n
  • Avere come cliente principale (oltre 50% fatturato) il TUO ex datore di lavoro per i primi 2 anni
  • \n
  • Avere partecipazioni di controllo in srl ad attivita' simile
  • \n
  • Lavorare prevalentemente per UNA singola srl di cui sei socio/amministratore
  • \n
\n\n

Queste regole servono ad evitare l'abuso del forfettario per "trasformare" lavoro dipendente in P.IVA.

\n\n

Codici ATECO: quale scegliere

\n\n

Il codice ATECO definisce la tua attivita'. Per chi fattura online nel 2026, i piu' usati:

\n\n
    \n
  • 62.01.00 โ€” Produzione di software (per sviluppatori). Coefficiente 67%.
  • \n
  • 62.02.00 โ€” Consulenza informatica. Coefficiente 67%.
  • \n
  • 73.11.01 โ€” Servizi pubblicita' / marketing. Coefficiente 78%.
  • \n
  • 74.10.21 โ€” Attivita' design grafico, web design. Coefficiente 78%.
  • \n
  • 74.30.00 โ€” Traduzioni, copywriting (interpretazione lata). Coefficiente 78%.
  • \n
  • 85.59.20 โ€” Formazione, corsi online. Coefficiente 78%.
  • \n
  • 96.09.09 โ€” Altri servizi alla persona NCA (catch-all per consulenti vari).
  • \n
\n\n

Sceglierne uno sbagliato puo' costarti caro: in caso di accertamento, l'Agenzia Entrate riclassifica e ti chiede contributi/tasse arretrate. Se hai dubbi, commercialista.

\n\n

Contributi INPS: la sorpresa che molti non si aspettano

\n\n

Le tasse sono il 5-15%. Ma ci sono i contributi INPS. E spesso pesano piu' delle tasse.

\n\n

Gestione Separata INPS (per chi non ha cassa professionale)

\n\n

Aliquota 2026 per professionisti senza altra cassa: circa 26-26,07% sul reddito imponibile (dopo coefficiente di redditivita').

\n\n

Esempio pratico: fatturi 30.000 euro, codice ATECO 73.11 (coefficiente 78%):

\n
    \n
  • Reddito imponibile: 30.000 ร— 78% = 23.400 euro
  • \n
  • Contributi INPS: 23.400 ร— 26% = 6.084 euro
  • \n
  • Imposta sostitutiva (5% se nuovo, primi 5 anni): 23.400 ร— 5% = 1.170 euro
  • \n
  • Totale tra tasse e contributi: 7.254 euro
  • \n
  • Netto in tasca: 30.000 - 7.254 = 22.746 euro
  • \n
\n\n

Quindi su 30.000 euro lordi tieni circa 22.700 euro netti. Numeri da fissare in testa quando fai i preventivi ai clienti.

\n\n

Casse Professionali (avvocati, ingegneri, ecc.)

\n\n

Se sei iscritto ad un albo professionale, paghi alla TUA cassa di riferimento (Cassa Forense, Inarcassa, Enpacl, ecc.). Aliquote variabili 12-15%, con minimi annuali fissi 2.000-4.000 euro indipendentemente dal fatturato.

\n\n

Fattura elettronica: come funziona

\n\n

Dal 2024 fattura elettronica obbligatoria anche per forfettari (con minime eccezioni).

\n\n

Strumenti pratici:

\n
    \n
  • Aruba: 4-8 euro/mese, software italiano. Buono per chi e' in forfettario.
  • \n
  • Fatture in Cloud (TeamSystem): 8-15 euro/mese. Piu' completo.
  • \n
  • Fatture in app gratis tramite il sito Agenzia Entrate (non bellissimo come UX, ma gratis).
  • \n
\n\n

L'IVA non la addebiti se sei in forfettario. La fattura va comunque emessa elettronicamente verso lo SDI (Sistema di Interscambio).

\n\n

Apertura partita IVA: la procedura nel 2026

\n\n
    \n
  1. Codice fiscale verificato: gia' lo hai automaticamente
  2. \n
  3. SPID o CIE: indispensabile per le procedure online
  4. \n
  5. Apertura P.IVA online: tramite il sito Agenzia Entrate (modello AA9/12). 0 euro, fai tutto da solo se sei comodo con la burocrazia. Altrimenti commercialista 100-200 euro.
  6. \n
  7. Iscrizione alla Camera di Commercio: solo per attivita' commerciali (negozi, ecommerce). Per consulenti puri NON serve.
  8. \n
  9. Iscrizione INPS gestione separata: avviene automaticamente al primo versamento di contributi.
  10. \n
  11. Apertura conto corrente dedicato: non e' obbligatorio, ma fortemente consigliato per la contabilita'.
  12. \n
\n\n

Tempi: 3-15 giorni lavorativi dall'invio dei dati.

\n\n

Costi annui di una P.IVA forfettaria nel 2026

\n\n\n \n \n \n \n \n \n \n \n \n
VoceCosto annuo
Commercialista (consulenza + dichiarazione)500-1.200 euro
Software fatturazione elettronica50-150 euro
SPID / CIE / firma digitale0-30 euro
PEC obbligatoria5-30 euro
Contributi INPS minimi (gestione separata)Variabili (no minimo, basato sul reddito)
Tasse (5-15% in forfettario)In base al fatturato
\n\n

Costi fissi: 600-1.400 euro l'anno. Ragionevole se fatturi 15.000+ all'anno.

\n\n

Errori comuni che fanno male

\n\n
    \n
  • Non aprire P.IVA per "evitare burocrazia" e ricevere accertamento dopo 2-3 anni con sanzioni del 100-200% sul fatturato non dichiarato
  • \n
  • Scegliere codice ATECO sbagliato (es. mettere 62.02 - consulenza informatica - quando si fa marketing puro)
  • \n
  • Dimenticare i contributi INPS nei preventivi (poi a fine anno rimanere senza liquidita')
  • \n
  • Non separare conto bancario personale da quello business: incubo in sede di controllo
  • \n
  • Affidarsi a "il commercialista del paese" non specializzato in P.IVA digitali. Ne ho visti di disastri.
  • \n
\n\n

Articoli correlati

\n\n\n

Domande frequenti

\n\n

Da quanto fatturato conviene aprire P.IVA forfettaria?
\nA partire da 8.000-10.000 euro/anno conviene gia'. Sotto, le ricevute di prestazione occasionale possono bastare ma occhio al limite annuo.

\n\n

Quanto si paga di tasse e contributi in forfettario?
\nTra 5-15% di tasse + 26% INPS sul reddito imponibile (dopo coefficiente). Totale: tra il 25% e il 35% del fatturato lordo.

\n\n

Posso passare da forfettario a ordinario?
\nSi', ogni anno puoi cambiare regime. Sopra gli 85.000 euro/anno passi obbligatoriamente a ordinario.

\n\n

Devo iscrivermi alla Camera di Commercio?
\nSolo per attivita' commerciali (vendita prodotti, ecommerce). Consulenti puri e freelance digitali no.

\n\n

Mi servono libri contabili in forfettario?
\nNo. Il forfettario e' senza obblighi contabili classici. Devi tenere registro fatture emesse, basta.

\n\n

Si possono dedurre spese in forfettario?
\nNo. Il forfettario e' "forfettario" appunto: il costo deducibile e' calcolato a forfait dal coefficiente di redditivita'.

\n\n

Conclusione

\n\n

Aprire P.IVA in Italia nel 2026 e' meno complicato di quanto si dice in giro, soprattutto se segui il regime forfettario. La parte che sorprende molti e' il peso dei contributi INPS, non delle tasse: includili sempre nei tuoi calcoli quando fissi i prezzi ai clienti.

\n\n

Se l'attivita' va bene, dopo 12-18 mesi vale la pena valutare con un commercialista se restare in forfettario o passare a ordinario, in base ai costi reali e al volume.

\n\n

\n

Approfondimenti correlati nel blog

\n

Se ti interessa questo argomento, ecco altre guide approfondite del nostro blog che si collegano direttamente:

\n\n\nGuida aggiornata aprile 2026. Normativa fiscale soggetta a variazioni. Consigliato sempre commercialista per casi specifici. Ex art. 21 Cost.

\n\n\n

Approfondimento correlato: scopri anche ChatGPT e Claude applicati al lavoro nel 2026: guida pratica per un approfondimento sul tema.

\n

Fonti citate nell'articolo

Condividi:

Continua a leggere sullo stesso argomento

Altri articoli correlati nel blog di CorsiGratis

Redazione CorsiGratis

ยท

Il team editoriale di CorsiGratis.org analizza corsi online italiani con metodo critico e verificabile. Confrontiamo prezzo di listino e accesso community, raccogliamo opinioni pubbliche dai forum e diamo un giudizio onesto su pro, contro e per chi e' davvero adatto un corso.

Articolo pubblicato su CorsiGratis il , aggiornato il .